Un terzo dei consumi energetici dei nostri uffici sono dovuti a un’illuminazione poco efficiente. Dalle moderne lampade a risparmio energetico ai sistemi automatici di controllo della luce, le principali soluzioni per tagliare gli sprechi e migliorare il comfort di chi lavora.

1 – Sfrutta la luce naturale: posiziona la tua scrivania vicino alla finestra e apri tende e tapparelle per far entrare più luce possibile. Solo risparmio e benessere.

2 – Sostituisci le comuni lampade fluorescenti T8 con lampade ad alta efficienza energetica. Costo indicativo: 6 euro circa (tubo da 32W) contro 2 euro di un tubo fluorescente standard (IVA esclusa).

3 – Nel caso di intervento radicale sull’impianto di illuminazione, sostituisci l’impianto (lampada+reattore+apparecchio) con uno a tecnologia T5. Costo indicativo: 160 euro circa (IVA esclusa).

4 – Per evitare sprechi di energia, adotta un sistema di controllo dell’illuminazione. Costo indicativo: per un sensore di luminosità da 50 a 150 euro (IVA esclusa) a seconda del tipo di installazione (parete, barra o binario) e dal range di regolazione (fino a 200/1000/2000/20000 lux); da 30 a 70 euro per un sensore di presenza.

5 – In Italia l’illuminazione assorbe il 17% dei consumi elettrici totali contro una media europea del 14%. Oltre due terzi sono a carico del settore industriale e del terziario, dove programmando interventi di razionalizzazione degli impianti illuminotecnici è possibile ridurre i consumi di elettricità anche del 60% e garantire una buona luminosità delle aree di lavoro, fattore indispensabile per la sicurezza e il comfort della persona.

La prima forma di risparmio attuabile nel campo dell’illuminazione è quella di sostituire le vecchie lampade con quelle ad alta efficienza disponibili sul mercato.

Lampade a risparmio energetico

Attualmente nella maggioranza degli ambienti di lavoro professionali le lampadine ad’ incandescenza, utilizzate ancora in applicazioni residenziali o semi-professionali, sono ormai state rimpiazzate dalle più efficienti lampade a fluorescenza tubolari. Le più diffuse sono le tubolari lineari T8 (che significa 26 mm di diametro) rivestite con polveri trifosforo, adatte per uffici dove è richiesta una buona resa cromatica (Ra>80), mentre le pentafosforo (Ra=98) vengono consigliate per applicazioni dove è necessario riconoscere perfettamente i colori (ad esempio, studi grafici, settori tessile e ospedaliero).

L’efficienza di queste lampade è di circa 90 lumen/watt (contro i soli 12 lm/w di una lampadina ad incandescenza) e il loro consumo a parità di luce emessa è cinque volte inferiore rispetto a quello di una delle nostre vecchie lampadine. Attraverso i nuovi modelli oggi in commercio è possibile fare molto meglio.

Tagli sulla bolletta del 10% si possono già ottenere sostituendo le comuni fluorescenti T8 con quelle ad elevata efficienza che presentano il vantaggio di poter essere installate senza che si debbano apportare modifiche all’impianto esistente.

Solo con questa semplice operazione un complesso di uffici di 2.000 m2 con un organico di 100 persone potrebbe arrivare a risparmiare 3mila euro sui costi di esercizio all’anno e ridurre fino a 15 mila kg le sue emissioni di CO2 .

La nuova generazione: le T5

Nel caso di intervento radicale sull’impianto di illuminazione, la nuova generazione di lampade miniaturizzate fluorescenti T5 (soli 16mm di diametro) permette un risparmio energetico di quasi il 30%. Concorre a questo risultato anche il sistema di alimentazione. Le T5 funzionano esclusivamente con reattore elettronico, che rispetto all’elettromagnetico consente la riduzione di potenza assorbita dal sistema di illuminazione, quindi minori consumi. E in più ha il vantaggio di migliorare il comfort visivo (assenza di sfarfallìo ed effetti stroboscopici al momento dell’accensione della lampada), in conformità alle norme di illuminazione per uffici (UNI 12464), e di allungare la vita della lampada stessa, che solitamente si attesta tra le 17000 e le 19000 ore di servizio a seconda che parliamo di lampade T8 o T5 e che, tradotto in anni, varia indicativamente dai 4 ai 5 (molto però dipende dal numero di accensioni giornaliere).

Ottiche e corpi illuminanti

Anche la scelta del corpo illuminante in cui viene alloggiata la lampada e che ha la funzione essenziale di distribuire, diffondere e indirizzare il flusso emesso dalla sorgente luminosa verso una determinata zona, è un elemento da non sottovalutare. L’elevata efficienza delle moderne fluorescenti T5 si deve infatti anche alla loro possibilità di sfruttare ottiche che consentono una buona resa lumen/watt (quantità di luce prodotta rispetto alla potenza assorbita). Al momento dell’acquisto è pertanto da verificare sempre nella scheda tecnica del fornitore che l’apparecchio abbia un elevato rendimento luminoso (fra l’80 e il 90%) per limitare dispersioni di energia. Attenzione però anche ai fenomeni di abbagliamento, quindi a scegliere apparecchi che abbiano bassi valori di luminanza, la grandezza che in illuminotecnica esprime i gradi di abbagliamento che può indurre una sorgente luminosa. In un ufficio con molti videoterminali accesi per periodi prolungati un apparecchio con un rendimento elevato, ma un basso controllo della luminanza causerà riflessione e conseguente abbagliamento sul monitor. Avremo quindi un illuminamento con una buona efficienza, ma poco funzionale. In generale, più attenzione viene prestata nel proteggere il flusso di luce proveniente dall’apparecchio di illuminazione per evitare l’abbagliamento, e più bassa diventa l’efficienza dell’apparecchio. Le moderne ottiche controllate di tipo OLC (omnidirectional lighting control) consentono di ovviare questo problema, indirizzando in maniera opportuna il flusso luminoso senza perdere in rendimento.

I sistemi di controllo del flusso luminoso

Molti degli sprechi di energia nei nostri uffici derivano da un utilizzo scorretto degli impianti, lasciati spesso accesi anche quando non serve.
Si tratta di situazioni di spreco energetico evitabili attraverso sistemi per il controllo del flusso luminoso. Comandabili con telecomando o semplici pulsanti a parete, permettono di misurare l’apporto di luce naturale integrandola con quella artificiale quando la prima risulti insufficiente a soddisfare i parametri minimi di illuminazione richiesti (fotocellula di rilevazione della luce naturale) e sono in grado di rilevare la presenza della persona, spegnendo gli apparecchi di illuminazione dopo un certo tempo di assenza di movimento (sensore di presenza). Un impianto a tecnologia T5 integrato con sistemi di controllo del flusso luminoso può incrementare le possibiità di risparmio energetico fino al 65%. Con quattro di questi impianti un ufficio di 25 mq può ridurre di 125 kg all’anno le emissioni di CO2, con un tempo di ritorno dell’investimento di 7 anni.