Laser o inkjet? Solo per stampare o anche per inviare fax? Con cartucce singole o separate? La stampante è uno degli apparecchi irrinunciabili di un ufficio. Ecco almeno tre buone domande da farsi prima dell’acquisto, per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del nostro posto di lavoro.

1 – Preferisci stampanti inkjet multifunzione di rete, meglio con marchio Energy Star. Puoi ridurre i consumi del 75% rispetto alle laser di pari categoria.

2 – Se stampi spesso a colori, preferisci stampanti dotate di cartucce d’inchiostro separate. Con le stampanti inkjet per la casa risparmi fino al 37% di inchiostro.

3 – Stampa solo quando necessario, possibilmente su carta riciclata certificata (Ecolabel, Blauer Engel, Nordic Ecolabel), controllando l’anteprima di stampa e sempre su ambo i lati (risparmio 50% di carta rispetto al normale utilizzo).

4 – Imposta la stampante per farla entrare in modalità sleep o risparmio energetico dopo un certo periodo di inattività.

Valutare bene le proprie esigenze

Per un ufficio con quattro stampanti utilizzate otto ore al giorno, i consumi elettrici possono superare i 500 kWh l’anno, pari a una spesa elettrica di circa 100 euro in un anno. Anche per questo è importante, prima di effettuare un acquisto, aver valutato con attenzione il tipo di utilizzo che si farà del nostro apparecchio. Le variabili da considerare sono tante.

Quanto frequentemente uso la stampante?
In media quante pagine stampo al mese?
E in quale formato (solo A4 o anche A3)?
Ci serve poter stampare a colori?
La funzione fax è davvero necessaria?
Devo poter acquisire anche foto e documenti?
Laser o a getto d’inchiostro?

Solo in Italia sono in funzione 3,2 milioni di stampanti laser e a getto d’inchiostro. Le laser in genere sono considerate la scelta tradizionale per gli ambienti professionali dove si ha l’esigenza di stampare molto e in breve tempo, viceversa le inkjet sono le preferite dal grande pubblico, per usi perlopiù privati (poche stampe, magari a colori su carta fotografica).

Oggi, però, la stampa in ufficio sta cambiando e le stampanti a getto d’inchiostro di ultima generazione hanno dimostrato di poter competere con le laser garantendo prestazioni simili, a costi di gestione però nettamente inferiori.

La tecnologia laser, infatti, per sua stessa natura è particolarmente energivora: richiede tempi di riscaldamento lunghi e, pertanto, consuma molta più elettricità delle inkjet sia in fase di stampa, dove comporta un picco di potenza elettrica anche 20 o 30 volte maggiore delle stampanti a getto d’inchiostro, che quando è in attesa (stand-by), perché deve mantenersi a temperatura elevata per il successivo comando di stampa.

Per un modello laser professionale, a colori, formato A3, i consumi possono arrivare a 576 W (11 watt in attesa) contro i soli 20 W (4 watt in attesa) per una inkjet di pari categoria!

Uno o multifunzione?

In commercio si vendono sempre di più stampanti multifunzione, capaci cioè anche di fare scansioni e fotocopie, inviare e ricevere fax. Sono un risparmio di spazio e anche di energia: un dispositivo 4 in 1 permette di ridurre fino al 50% i consumi di elettricità rispetto ai singoli apparecchi usati separatamente (stampante + scanner + fotocopiatrice + fax). E’ chiaro che l’acquisto conviene solo se si è certi di utilizzare l’apparecchio in tutte le sue funzioni.

In ambito aziendale, inoltre, là dove possibile, meglio preferire stampanti di rete a piccole stampanti da tavolo. Più apparecchi in funzione comportano più consumi energetici, più consumo di cartucce, e naturalmente più produzione di rifiuti.

Cerca la stella

In alcuni casi, a parità di tecnologia e di caratteristiche funzionali, è possibile rilevare significative differenze nei consumi. Ad esempio anche tra due inkjet di pari categoria, con carico di lavoro (duty cycle) e velocità molto simili, il consumo elettrico può persino raddoppiare (da 100 a 200 milliwattora per la stampa di una pagina di testo).

In mancanza di un’etichetta energetica che aiuti il consumatore nella scelta dei modelli più efficienti, assicuriamoci che il nostro apparecchio soddisfi i requisiti Energy Star di risparmio energetico.

Oltre a questo marchio, diffuso a livello internazionale e pertanto facilmente reperibile, teniamo presente che esistono anche etichette “ecologiche” come il Blauer Engel tedesco e il Nordic Ecolabel che esaminano gli impatti ambientali di un apparecchio lungo l’intero suo ciclo di vita in termini di durata, riciclabilità dei suoi componenti, basse emissioni acustiche e di sostanze chimiche, compatibilità con la stampa su carta riciclata al 100%.

Stand-by, quanto mi costi

Una stampante collegata alla rete anche se spenta o in modalità stand-by continua a consumare energia: da poco meno di un watt a qualche decina, per gli apparecchi più voraci. Le stampanti con marchio Energy Star assicurano consumi ridotti anche in stand-by.Conviene comunque sempre informarsi bene presso il proprio rivenditore di fiducia o controllare direttamente i consumi dell’apparecchio sul manuale d’istruzioni che accompagna il prodotto oppure sulle schede del prodotto on line.
Ricordiamoci che una legge europea da gennaio 2011 fissa a 1 watt il limite dei consumi in stand-by degli apparecchi elettrici, 0,5 watt a partire dal 2013 (purtroppo si tratta di soglie molto disattese anche dai modelli di nuova generazione, quindi è sempre bene controllare!).

Stampare a colore

In poco tempo, le spese per le cartucce d’inchiostro possono superare di molto il prezzo d’acquisto di una stampante. Soprattutto se si stampa a colori con una certa frequenza, vale la pena preferire cartucce d’inchiostro separate rispetto a quelle a più colori. Mentre le ultime obbligano a cambiare l’intera cartuccia anche se solo un colore è esaurito, le cartucce separate permettono di sostituire solo il colore più usato, con conseguente risparmio sui consumi di inchiostro e sui costi di stampa.

Ricordiamoci di conferire il materiale di consumo esausto all’isola ecologica del proprio Comune. Gli uffici possono avvalersi del servizio di ritiro e di riciclo predisposto dai principali produttori di attrezzature per la copia e la stampa: informiamoci presso il nostro rivenditore.

Una volta in ufficio

Spesso il tempo in cui una stampante resta in attesa, pronta a ricevere comandi per una nuova stampa, è di gran lunga superiore a quello di utilizzo e può arrivare a migliaia di ore all’anno. Con costi notevoli.Solo una minima parte del consumo elettrico di una stampante, il 10% circa, serve per effettivi processi di stampa. Il resto viene speso nella fase di stand-by e quando l’apparecchio è spento!

Per salvaguardare ambiente e borsellino, se la nostra stampante viene usata sporadicamente, magari solo come fotocopiatrice, conviene spegnerla sempre del tutto tramite una multipresa con interruttore e riavviarla a ogni utilizzo. Se invece funziona da stampante di rete o comunque è usata frequentemente, si può impostare la modalità di risparmio automatico di energia (modalità veglia o sleep), avendo comunque l’attenzione di spegnerla a fine giornata lavorativa.