Un’impresa responsabile dovrebbe dimostrare una maggiore capacità di decidere e di controllare gli investimenti di una famiglia privata. Purtroppo, non sempre è così. Tra interventi strutturali e nuovi stili di lavoro, come gestire meglio l’energia e ridurre i consumi, anche in ufficio.

1 – Controlla che la temperatura all’interno dell’edificio rispetti le indicazioni definite dai regolamenti normativi e tieni sempre porte e finestre chiuse mentre l’impianto di climatizzazione è acceso. Nessun costo.

2 – Programma il termostato in modo da riscaldare i locali solo quando sono occupati, e fai installare valvole termostatiche sui radiatori per regolare la temperatura in funzione delle necessità. Costo indicativo: 60-80 euro a calorifero.

3 – Se l’impianto termico deve essere sostituito, è opportuno far installare una caldaia ad alto rendimento o a condensazione, meglio ancora, una pompa di calore. Costo indicativo: a partire da 2mila euro.

4 – Se devi ristrutturare l’ufficio, valuta il ricorso a energie rinnovabili (pannelli solari termici e fotovoltaici, geotermia a bassa temperatura): l’investimento iniziale è importante, ma la redditività sicura per decenni.

5 – Scegli apparecchiature elettroniche (computer, stampanti, ecc.) a ridotto consumo energetico, ad esempio con etichetta Energy Star, e impostale per entrare in modalità sleep o a risparmio energetico dopo un certo periodo di inattività. Solo guadagno.

6 – D’estate, utilizza il condizionatore solo quando serve davvero, con tapparelle abbassate, finestre chiuse e schermate, facendo attenzione a non raffreddare troppo i locali. Bastano 6-7 gradi di differenza dall’esterno per stare bene, evitando bronchiti e raffreddori. Tutta salute.

7 – I distributori automatici di bevande sono autentici divoratori di energia anche in modalità stand-by. Acquista un temporizzatore o convinci il tuo datore di lavoro a farlo per tenerli spenti durante la notte e nei fine settimana. Puoi risparmiare fino a 90 euro all’anno per distributore.

8 – A fine giornata, soprattutto il venerdì sera, spegni le luci e scollega il computer e tutte le apparecchiature elettroniche o usa una presa multipla con interruttore che ti permetta di spegnere tutto con un semplice click.

Solo vantaggi.

Gestire l’energia per un ufficio o una fabbrica significa mettere in atto tutte le soluzioni pianificate per conseguire l’obiettivo di utilizzare la minima quantità possibile di energia mantenendo ottimali livelli di comfort all’interno degli edifici e idonei livelli di produzione nelle fabbriche. A questo scopo la legge prevede che grandi imprese (con consumi superiori alle 10 mila tonnellate di petrolio) o pubbliche amministrazioni (con consumi superiori alle mille tonnellate di petrolio) nominino un responsabile (energy manager) che controlli i consumi di energia, proponga soluzioni e strategie di intervento e sia responsabile del raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica stabiliti. Ma anche nelle imprese e negli uffici pubblici più piccoli l’efficienza può essere raggiunta adottando forme di gestione e sensibilizzando tutto lo staff, dai più alti gradi alla base più operativa, verso pratiche di acquisto più consapevoli.

Gli interventi per ridurre i consumi, e quindi gli sprechi di energia, sono fondamentalmente di due tipologie: interventi strutturali che spesso richiedono investimenti economici e tempi lunghi e interventi gestionali e persino “comportamentali”, ovvero nuovi stili di lavoro determinati da una maggiore attenzione all’utilizzo dell’energia. Spesso sono proprio questi ultimi quelli che portano vantaggi immediati, innanzitutto perché sono a costo zero.

I settori in cui si può intervenire sono la climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento estivo), l’illuminazione e la gestione delle attrezzature elettroniche (computer, fax, stampanti…).

Caldo

Il riscaldamento rappresenta una parte preponderante delle spese energetiche, specie negli uffici. Per questo è importante che la centrale termica funzioni correttamente e con la massima efficienza, sia soggetta a regolari interventi di manutenzione e controllo e che ovviamente sia alimentata a gas e non ad olio combustibile.

Se l’impianto termico deve essere sostituito, sarebbe opportuno installare una caldaia ad alto rendimento o una caldaia a condensazione o ancora una pompa di calore. Le caldaie a condensazione possiedono un rendimento di 105-110%, di gran lunga superiore a quelle cosiddette “ad alto rendimento” (85-90%).

Come nelle abitazioni è opportuno poi installare valvole termostatiche che consentano una regolazione della temperatura su ogni radiatore e controllare l’effettivo spegnimento del riscaldamento nei giorni festivi.

Freddo

I sistemi di condizionamento estivo negli uffici e nei negozi vengono utilizzati per periodi spesso più lunghi che nelle abitazioni. Usare impianti fissi ad alto rendimento ripaga spesso l’investimento nel giro di uno o due anni. Differenze di temperature tra aria esterna e interna superiori ai 6 o 7 gradi (avete presente gli impiegati di banca con giacca e cravatta a metà luglio?), oltre ad essere uno spreco, sono anche poco salutari.

Ma l’apoteosi del consumo e dello scarso rispetto per la clientela sono i negozi con le porte aperte e il condizionatore a manetta. Secondo una ricerca condotta dalla Cambridge University, nell’ambito della campagna britannica Close the Door, una semplice attenzione come quella, appunto, di tenere chiuse le porte dei negozi mentre l’impianto di climatizzazione è acceso permetterebbe di risparmiare circa il 50% dei consumi energetici.

Consumi elettrici

Spesso anche i consumi elettrici sono molto elevati negli uffici moderni. Attenzione ai consumi degli apparecchi nelle scelte d’acquisto (quelli con marchio Energy Star hanno consumi in fase di utilizzo ridotti), agli stand-by davvero necessari (un solo PC lasciato sempre acceso arriva a consumare più di un centinaio di euro all’anno), ad un corretto studio ergonomico dei sistemi di illuminazione (una buona progettazione sposa benessere e risparmio aziendale) e a banalità come lo spegnimento degli apparecchi e delle luci la notte e nei giorni festivi.

Con la liberalizzazione del mercato elettrico le partite IVA possono scegliere il fornitore di elettricità e persino la fonte energetica che è servita per produrla. L’energia verde o rinnovabile, certificata CO-FER, non è detto che costi di più di quella grigia e inquinante. Sceglierla attesta un’attenzione all’ambiente e al futuro della propria azienda.